[Incasellamenti – Teoria e pratica]

Giorni milanesi in occasione del compleanno di Grossmutti (alla quale è stato rivolto, in anteprima assoluta dalla bocca di DJT, l’appellativo “nonna”, con grande scorno dell’altra nonna, che meritava di più il primato, visto che lo accudisce ogni giorno dalla nascita…).
Non può mancare – in giorni milanesi – un pranzo al giapponese con gli ex colleghi, per la gioia di Guancia che odia la cucina nipponica. Alejandro, invece, la adora, e io pure, dunque gliela infliggiamo con molto gusto. Insieme a un discorrere prandiale tutto incentrato su pannolini e tecniche di gestione neo-natale: Alejandro infatti ha una figlia piccola – ma più grande di DJT – mentre Guancia è un single penitente. Nel senso che ne farebbe volentieri a meno, di esserlo.

Dunque, questi pranzi sono per lui una duplice punizione sensoriale: al gusto e all’udito.

La teoria di oggi, riportata da Alejandro, è quella che definiremo degli incasellamenti. I neonati – questa la premessa – hanno una notevole capacità di assorbimento: la metafora ovvia sarebbe quella della spugna, ma – per la gioia di Guancia – si è scelta quella del pannolino. Tale dote li porta – ecco la conclusione – a recepire ogni tipo di informazione allo scopo di archiviarla, come il tassello di puzzle, nella casella che gli viene proposta dall’alto. Cioè a dire dagli adulti. Questo loro talento – siamo al giudizio – sorprende per rapidità di apprendimento e per capacità di immagazzinamento.

(Ne ho avuto la riprova – eccoci alla fase sperimentale – con il magnifico trompe-l’oeil pitturato da zia SiMon nella sua cameretta: rappresenta, come da foto allegata, una spiaggia della costiera di Muravera popolata di pesci ironicamente rappresentati. Ben tredici. Ebbene, detto a DJT il nome di ciascuno di essi indicandoglielo nel contempo (“pesce palla”, “pesce trombetta”, and so on), questi era in grado – dopo una sola ripetizione – di individuare correttamente ciascun pesce. A distanza di giorni, l’esperimento si ripeteva con una percentuale di esattezza del 90%. Non credo che, sottoposto ad analogo esperimento con una lingua straniera, potrei nemmeno lontanamente avvicinarmi a simili risultati, sia in termini di rapidità di apprendimento che di quantità di informazioni apprese).

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